DDL S. 978 come cambia il recupero credito con il nuovo cd. «procedimento sommario per l’effettiva realizzazione del credito»

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Che cosa introduce il DDL S. 978 in breve

Il DDL 978 mira a riscrivere parti del codice di procedura civile per creare un procedimento sommario finalizzato a snellire e accelerare il recupero dei crediti civili. La riforma prevede misure procedurali che spostano in avanti il ruolo dell’atto stragiudiziale e attribuiscono all’avvocato del creditore poteri più incisivi nella fase previa al giudice (intimazione ad adempiere con efficacia rafforzata e possibilità di instaurare velocemente un procedimento sommario), nonché una disciplina speciale sulle competenze e tempi del Giudice di Pace e dei riti sommari. Il testo ufficiale è disponibile nella documentazione del Senato.

Procedura: lo schema operativo del DDL S. 978

Di massima, così come ricostruibile dal testo e dai commenti operativi, il percorso ipotizzato dal DDL si articola in tre momenti e il flusso tipico diviene il seguente:

1.Presidio probatorio preventivo l’avvocato del creditore predispone la documentazione essenziale (titolo, fatture, contratti, calcolo saldo) e notifica al debitore una intimazione ad adempiere con la strutturata ex DDL (atto con contenuti minimi obbligatori e avvertimenti procedurali). Questa intimazione può assumere efficacia «preprocedimentale» (condizione per attivare il sommario);

2.Termine per il debitore all’intimazione segue un termine breve (giorni/alcune settimane) entro cui il debitore può adempiere o proporre opposizione/istanza di composizione. Se il debitore non reagisce o la reazione è infondata, il creditore può chiedere l’emissione di un provvedimento sommario (o, secondo alcune versioni, traslare la richiesta direttamente davanti al Giudice di Pace/tribunale competente in rito sommario);

3.Intervento del giudice in rito sommario a questo punto il giudice valuta in breve (udienza unica o rito scritto) la documentazione e, se riconosce il credito, dispone provvedimenti esecutivi rapidi (es. ingiunzione sommaria, titolo esecutivo per pignoramento).

Nota: il DDL intende escludere dal meccanismo certe categorie di crediti (in particolare crediti di origine bancaria e crediti già ceduti a società di recupero/agenzie), per non sovrapporsi a canali già specializzati.

Vantaggi attesi e impatto positivo sulla prassi forense ed economica del DDL S. 978

Il nuovo modello potrebbe avere un impatto significativo sulla prassi del recupero crediti, intervenendo su alcuni nodi strutturali che da anni rallentano la tutela dei creditori. I principali vantaggi attesi del DDL S. 978 sono i seguenti:

1.Velocizzazione delle procedure Il nuovo procedimento sommario comporterà una riduzione dei tempi per ottenere un titolo esecutivo, con conseguente maggiore liquidità per imprese e professionisti. Ciò può ridurre il contenzioso «di massa» sulle somme certe e documentabili;

2.Sgravio per i tribunali l’introduzione di un canale dedicato ai crediti documentati permette di alleggerire il carico dei riti ordinari, favorendo la deflazione del contenzioso tradizionale. Parte delle controversie oggi trattate in procedimenti più complessi potrebbe così spostarsi su un percorso snello, con beneficio per gli uffici giudiziari.

3.Maggiore prevedibilità per il creditore La presenza di uno standard procedurale e di una modulistica minima rende più omogenee le richieste di pagamento, riducendo l’aleatorietà della fase istruttoria iniziale. L’uniformità dell’intimazione e dei contenuti richiesti chiarisce sin da subito i presupposti della domanda e le possibili reazioni del debitore;

4.Riduzione dei costi processuali infine, quando il credito è incontestato e documentalmente solido, il procedimento sommario può tradursi in una riduzione dei costi processuali utile soprattutto per PMI e liberi professionisti, che spesso subiscono l’impatto economico e temporale dei riti tradizionali.

Criticità e rischi i profili sostanziali e processuali da monitorare nel DDL S. 978

Accanto ai potenziali benefici, il DDL S. 978 presenta anche alcune criticità che la pratica forense dovrà valutare con attenzione. Si tratta di rischi legati sia alla struttura del nuovo procedimento sommario, sia al diverso equilibrio tra le parti e alle responsabilità attribuite all’avvocato.

I principali profili da considerare sono i seguenti: 1.Spostamento di poteri verso il privato (avvocato/creditore) il DDL attribuisce all’avvocato del creditore un peso istruttorio e un ruolo di “attivatore” della procedura che può tradursi in un potere di fatto di imporre l’avvio dell’esecuzione senza il vaglio preliminare del giudice. Il rischio è la compressione delle garanzie processuali del debitore.

2.Responsabilità civile e disciplinare dell’avvocato la nuova struttura impone all’avvocato oneri di verifica e dichiarazioni di veridicità più stringenti; errata o temeraria intimazione potrebbe riverberarsi in sanzioni disciplinari o azioni risarcitorie. È imprescindibile cura documentale e c.d. positive diligence;

3.Rischio di «giustizia rapida» ma superficiale la compressione dei tempi potrebbe favorire decisioni basate su documentazione parziale, con il conseguente aumento dei reclami/opposizioni e del contenzioso impugnatorio;

4.Esclusioni e distorsioni di mercato l’esclusione (o limitazione) per crediti bancari e crediti già ceduti determina una disciplina frammentata del recupero crediti; i soggetti rimasti fuori dal nuovo regime manterranno canali più lenti o differenti;

5.Tutela del consumatore/debitore debole i profili di protezione del consumatore (indagini sulla buona fede, valutazione della vulnerabilità economica, mediazione obbligatoria) potrebbero risultare insufficienti se non integrati ad hoc. Critiche pubbliche si sono già espresse in termini di squilibrio tra parti;

Profili processual-civilistici specifici da valutare (per la pratica difensiva)

Il nuovo procedimento sommario previsto dal DDL S. 978 richiede particolare attenzione ad alcuni aspetti tecnici che incidono direttamente sulla strategia difensiva, sia lato creditore sia lato debitore. I principali profili da monitorare sono i seguenti:

  • Requisiti formali dell’intimazione l’atto preliminare dovrà contenere tutti gli elementi minimi previsti dal DDL (titolo, calcolo, scadenze, modalità di tutela, avvertimenti su efficacia summaria). È essenziale verificare con rigore la conformità formale dell’atto e la correttezza delle notifiche, poiché eventuali lacune possono incidere sulla validità dell’intero procedimento (si veda il testo del DDL);

  • Prova documentale preventiva la strategia del debitore dovrà mirare a impugnare l’intimazione per carenza documentale o per inesistenza/contestazione del credito, con produzione di documenti che rendano inidoneo il provvedimento sommario;

  • Eccezioni pregiudiziali e sospensive è necessario valutare la possibilità di chiedere la sospensione del procedimento sommario in presenza di questioni pregiudiziali (es. litispendenza, transazioni, istanze concorsuali, pignoramenti già avviati). Tali elementi possono incidere sull’ammissibilità o sull’opportunità della prosecuzione;

  • Tempi ristretti per la difesa il rito accellerato impone l’organizzazione di un workflow difensivo rapido (check-documentale, istanza cautelare, opposizione); È fondamentale modulare le iniziative difensive in base al tipo di provvedimento richiesto (ingiunzione sommaria, ordinanza esecutiva, ecc.), adeguando forma e tempi alla natura del procedimento.

Consigli pratici per l’avvocato unacheck-list operativa al DDL S. 978

L’introduzione del procedimento sommario rende necessaria una gestione più attenta delle fasi preliminari e una organizzazione difensiva molto reattiva. Di seguito i principali accorgimenti da adottare nella pratica:

1.Prima di notificare l’intimazione È essenziale verificare con precisione la sussistenza del titolo e l’esattezza dei conteggi, redigendo anche una nota interna di litigation-risk i. Occorre conservare copia integrale di tutte le evidenze contabili e predisporre una dichiarazione di conformità delle somme, così da ridurre il rischio di contestazioni e responsabilità.

2.Informazioni al cliente creditore Il cliente deve essere informato in modo chiaro sul nuovo rischio di controdeduzioni e sulle possibili responsabilità (disciplinari/risarcitorie) derivanti da intimazioni temerarie;

3.Difesa del debitore sul versante difensivo, è utile predisporre un modulo rapido per opposizione, così da reagire tempestivamente all’intimazione; va inoltre richiesta immediatamente i tutta la documentazione alla base del titolo di credito; verificando eventuali cause estintive, compensazioni, prescrizione o contestazioni formali.

4.Mediazione/negoziazione preventiva ove possibile è utile adottare strumenti stragiudiziali (negoziazione assistita, mediazione) nel termine breve concesso dal DDL, sia per esaurire la fase preventiva sia per ridurre il rischio reputazionale/economico.

Impatto sistemico e profili di policy del DDL 978

Il DDL 978 risponde a una esigenza già sentita da anni, ovvero rendere più rapida l’attuazione dei diritti di credito e rendere meno costosa l’esecuzione delle somme certe. Tuttavia, la norma spinge verso una privatizzazione controllata del filtro iniziale (l’avvocato-attore che certifica e attiva), con evidenti tensioni tra efficienza e tutela del diritto di difesa. Per i difensori significa assumere un duplice ruolo: soggetti che attivano il procedimento ma anche garanti della corretta applicazione delle regole e del diritto di difesa del terzo.

Dal punto di vista sistemico occorrerà che il legislatore precisi con chiarezza:

  • (i) i contenuti minimi e le conseguenze giuridiche dell’intimazione;
  • (ii) il regime di responsabilità (civile, disciplinare, sanzionatorio) dell’avvocato che attiva il procedimento;
  • (iii) le garanzie specifiche per i debitori vulnerabili;
  • (iv) i limiti soggettivi/oggettivi di applicazione (per evitare frammentazioni e arbitrati tra creditori “protetti” e “non protetti”). Alcune voci della stampa e commentatori hanno già evidenziato il rischio di squilibrio (perdita di tutele per famiglie e consumatori) e il possibile aumento di contenzioso di impugnazione.

Conclusione sintetica

Alla luce degli elementi esaminati, è possibile individuare alcuni punti chiave che orientano l’operatività di avvocati, debitori e tribunali nel nuovo scenario delineato dal DDL 978.

  • Per il creditore/avvocato: opportunità significativa per accelerare il recupero di crediti chiari e documentati ma obbligo di due diligence rigorosa e consapevolezza del nuovo rischio di responsabilità;
  • Per il debitore: diventa cruciale reagire prontamente con opposizione ben documentata; la fase preventiva è decisiva.
  • Per il sistema giudiziario: potenziale alleggerimento dei carichi ma rischio di aumentare il contenzioso impugnatorio se le garanzie difensive non sono adeguatamente strutturate.